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Riflettori puntati sugli studenti: Giorgia Randazzo

La nostra allieva Educational IV livello, Giorgia Randazzo, studia la chitarra classica dall’età di otto anni. In questo blog dedicato ai nostri allievi Giorgia parla delle sue amicizie, del suo rapporto con lo studio e di come la chitarra sia diventata la sua inseparabile compagna.



Il mio percorso con la chitarra iniziò quando, dopo anni di passione nei confronti di questo strumento, all’età di otto anni decisi di intraprendere un percorso di studio con la chitarra in modo da conoscerne a pieno tutti gli aspetti; inizialmente la mia paura era quella di non riuscire a portare a termine correttamente i compiti assegnati e di non trovarmi bene all’interno della scuola. Dopo poco però mi ricredetti, capendo che probabilmente quella fosse stata una delle scelte migliori che avessi potuto prendere.


Fin da subito amai tutti i brani e mi impegnai moltissimo per riuscire a suonarli bene. Nonostante molto spesso non riuscissi a fare alcune cose, o mi venissero difficili certi aspetti tecnici, non mollai e continuai a provare ripetutamente.


All’interno della scuola mi trovai benissimo con tutti, a partire dal Maestro, che fu da subito una persona fantastica, fino ad arrivare a tutti i ragazzi che come me erano appassionati alla musica. Feci moltissime nuove amicizie ed iniziai in particolare a legare con una ragazza, che successivamente sarebbe diventata la mia compagna durante le lezioni e durante i duetti, la ragazza con cui avrei atteso in ansia prima di ogni esibizione ed una delle più importanti della mia vita.


Con il tempo, la chitarra iniziò ad occupare sempre un posto più importante nella mia vita, iniziò ad essere molto di più che un semplice strumento musicale e ad essere fondamentale per me. Suonare non era più un’azione legata semplicemente ad una passione, ma ad essere come un posto sicuro all’interno del quale rifugiarsi, un momento nel quale non c’è nient’altro se non te e la tua musica.

Con il tempo, la chitarra iniziò ad occupare sempre un posto più importante nella mia vita, iniziò ad essere molto di più che un semplice strumento musicale e ad essere fondamentale per me.


Nonostante ciò però il tempo passava sempre troppo in fretta, la scuola occupava la maggior parte di esso, lasciandone sempre di meno per la musica e per tutto ciò che ne riguardasse i suoi aspetti. Organizzare le giornate avendo tempo per tutto era complicato, tuttavia la voglia che avevo di continuare era decisamente più forte di qualsiasi mancanza di tempo o qualsiasi compito a scuola. Non avrei mai voluto rinunciare all’apprendimento di nuove nozioni, a quel posto che ormai era diventato tanto importante, alle esibizioni o alla soddisfazione dopo essere riusciti a fare una cosa che ritenevi impossibile. Così continuai ad incastrare tutto, riuscendo a non dover mollare la musica.


Crescendo lo studio dello strumento diventò sempre più intenso, iniziammo a fare gli esami, di cui il periodo di preparazione sembrava essere infinito, ed era sempre seguito da agitazione e preoccupazione contrapposte alla voglia di suonare cose preparate ormai da tempo, iniziammo anche a dedicare più ore allo studio, poiché composto da cose sempre più complicate. Non fu mai un peso, ma una spinta nel fare sempre di più e nel dare il massimo giorno dopo giorno.

Il nostro Maestro ci spronava costantemente, non fu mai un motivo per mollare ma uno in più per continuare, provò sempre a capirci e ci aiutò sempre. Adesso suono la chitarra da quasi sei anni, sono sempre più innamorata dello strumento, con la voglia di fare sempre di più e, soprattutto, convinta del fatto che non so come avrei fatto se la chitarra non avesse iniziato a far parte della mia vita, non riuscendo più ad immaginare una vita senza di essa.

… se la chitarra non avesse iniziato a far parte della mia vita, non so come avrei fatto, oggi non riesco più ad immaginare una vita senza di essa.

Giorgia Randazzo


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